Crescita personale e evoluzione, e più in generale tutto ciò che ci può interessare per migliorare il nostro modello di vita. Se vuoi posta le tue idee, esperienze e conoscenze professionali dando la possibilità a chiunque di conoscere i tuoi "segreti" e le tue idee.
sabato 25 giugno 2011
ALBERTO MELONI@blogs: prove tecniche di SURVIVAL
http://albertomeloni.blogspot.com/2011/06/prove-tecniche-di-survival.html?spref=bl: "Dal 4 giugno 2011, LPS TEAM, in collaborazione con il Centro di ricerche sperimentali di Milano e A.I.P.S.O.L. con il supporto di Albert..."
prove tecniche di SURVIVAL
Dal 4 giugno 2011, LPS TEAM, in collaborazione con il Centro di ricerche sperimentali di Milano e A.I.P.S.O.L. con il supporto di Alberto Meloni, del Prof. Franchi Mario e il Dott. Massimo Marino, stanno lavorando ad un progetto denominato TOL – Trial Over Lab -, che ha come scopo quello di valutare le risultanti sperimentali dello studio reattivo delle dinamiche emotive sui soggetti posti sotto stress emozionale.
Tra le prove, che rientrano nella categoria serviva, saranno 12 nell’arco dell’anno, e verranno sperimentati in diverse località “impervie” sul territorio Italiano ed estero ( francia, Balcani e Urali).
In pratica, questo studio si pone come obbiettivo quello di intervenire e correggere gli stati di ansia, stress e disagio indotti dalla paura che costringe i soggetti alla reazione, spesso scomposta e pericolosa per la propria vita, finalizzata all’individuazione di stati di tranquillità e di risoluzione di problematiche legate alla sopravvivenza in condizioni considerate estreme per la vita umana. Una serie di test presi in esame, serviranno alla raccolta di dati utili al perfezionamento delle strategie applicate in ambito militare e sportivo.
I partecipanti alla prova erano 12, 6 maschi e 6 femmine di età compresa tra i 25 e i 45 anni, di cultura media e di esperienze professionali diverse.
Dopo un addestramento preparatorio in aula della durata di 2 giorni, tempo ritenuto sufficiente a rendere chiaro l’obbiettivo ai soggetti interessati e dopo le normali procedure di test e visite mediche indispensabili per lo svolgimento della prova, i soggetti hanno raggiunto con l’organizzazione il punto base, posto a 1234 mt, in località garfagnana sull’appennino tosco-emiliano, all’interno di un bosco non raggiungibile da veicoli a motore. In questa fase , montate le tende madri si è proceduto ad un addestramento in esterno della durata di 1 giorno dove sono state insegnate le tecniche di orienteering e si è portato a conoscenza lo scenario outdoor che i partecipanti avrebbero impattato. L’obbiettivo era costituito dal raggiungimento, senza tappe intermedie, del campo A1 posto a 124 km di distanza dal punto base, raggiungibile in un tempo massimo di 48 ore. Alla fine della giornata di addestramento, nella quale i partecipanti erano certi di poter contare su tutta l’attrezzatura necessaria ( tende, bussola, attrezzatura da taglio, guanti,etc..) gli è stato comunicato che la prova non avrebbe avuto il supporto di attrezzatura preventivamente indicata, e che l’unica attrezzatura prevista comprendeva esclusivamente la mimetica. I partecipanti hanno “costruito” il loro “nuovo”piano motivazionale attraverso le evoluzioni previste, accettando in forma volontaria, la nuova sfida personale..
Nel caso nostro, 12 soggetti informati ed addestrati per la sopravvivenza per un periodo di 2 giorni in solitario, sono stati lasciati soli sull’appennino tosco-emiliano, nei boschi della garfagnana nella zona di Pontremoli. Gli è stato chiesto di raggiungere una località distante solo 124 km dal punto-base. Gli sono stati ritirati gli strumenti di orienteering, tenda, attrezzatura. Solo con tuta mimetica e scarpe di alpinismo, si sono organizzati a cerchio per progettare e mettere in pratica tutto ciò avevano appreso nel giorno precedente in aula. Il tempo messo loro a disposizione era di 48 ore per i 124 km di trial. La prova partita il 12 giugno c.a. si è svolta secondo le teorie e le condizioni necessarie previste.
Il team di LPS in collaborazione con Marco Soldati e il centro mobile di soccorso, avevano il compito di controllare, attraverso cardiofrequenzimetro in dotazione ai soggetti, lo stato cardiaco e vascolare e , in caso di emergenza, segnalare l’intervento all’unità di volo costituita da elicottero di emergenza a totale disposizione dell’organizzazione.
Strumentazione e controller della prova:
· strumenti disponibili: scarponcini da montagna, tuta mimetica.
· intervento e controllo: disposto con eliosoccorso, protezione civile, Team Lps training.
· triasl asset orieentering: 124 km base 950 mt fino a 1678 mt
· temperatura media di riferimento giorno: 19 - 31°
· temperatura media di riferimento notte: 9 - 17°
obbiettivo del trial:
valutare la capacità di adattamento di soggetti non addestrati alla vita in completo isolamento outdoor. In particolare sono stati valutati attraverso test interattivi con strumenti geostazionari in possesso dei soggetti, collegati al campo base, i seguenti valori e temi:
· LPS1 - ansia: controllo dell’ansia e delle evoluzioni
· LPS2 - udito: capacità audiometrica all’attenzione
· LPS3 - vista; capacità di sviluppo dell’azione periferica e dell’impatto cromatico in assenza di luce
· LPS4 - gusto: variazione del senso del gusto
· LPS5 - udito: analisi audiometrica e sonora delle capacità percettive
· LPS6 - percezione. valutazione delle capacità percettive della soglia del pericolo
A distanza di 48 ore gli esiti hanno prodotto i seguenti risultati:
i 12 soggetti hanno incontrato variabili di percorso secondo la tabella sottoidicata:
trial 1- prime 6 ore
· stati di ansia: non rilevata
· stati cardiaci: nella media
· stato motivazionale: nella media
trial 2- 7-14 ore
· stati di ansia: rilevata 4 soggetti su 12
· stati cardiaci: alterazione 3 soggetti su 12
· stato motivazionale: positivo su 8, buono su 4
trial 3- 15/24 ore
· stati di ansia: rilevata 5 soggetti su 12
· stati cardiaci: alterazione 5 soggetti su 12
· stato motivazionale: suff 3, buono 4, ottimo 6
trial 4- 25/31 6 ore
· stati di ansia: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· stati cardiaci: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· stato motivazionale: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
trial 5- 32/38 ore
· stati di ansia: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· stati cardiaci: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· stato motivazionale: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
trial 6- 39/45 ore
· stati di ansia: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· stati cardiaci: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· stato motivazionale: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· abbandono prova di soggetti: 1
trial 8- 46/51 6 ore
· stati di ansia: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 3
· stati cardiaci: insuff 1, suff 3, buono 3, ottimo 4
· stato motivazionale: insuff 1, suff 3, buono 4, ottimo 4
· abbandono prova di soggetti: 0
trial 9- 52/58 ore
· stati di ansia: insuff 4 , suff 3, buono 2, ottimo 2
· stati cardiaci: insuff 1, suff 5, buono 3, ottimo 2
· stato motivazionale: insuff 4, suff 3, buono 1, ottimo 3
i dati prodotti in questa prima prova sono in fase di elaborazione e verranno rilasciati ai centri di ricerca e sperimentazione e sportiva.
lunedì 20 giugno 2011
ALBERTO MELONI@blogs: riflessione...
http://albertomeloni.blogspot.com/2011/06/riflessione.html?spref=bl: "“La motivazione è essenzialmente materia energetica invisibile necessaria alla propulsione verso la definizione cosciente di una azione”. ..."
riflessione...
“La motivazione è essenzialmente materia energetica invisibile necessaria alla propulsione verso la definizione cosciente di una azione”.
Questa è una delle tante articolate definizioni che mi è capitato di sentire ad un convegno di motivazione logica. Altre descrivono la motivazione come “…una qualità intrinseca nell’individuo, oppure nella nostra energia mentale, pronta a sprigionarsi in modo calibrato e mirato verso la soddisfazione del nostro “io”.
Per certo sappiamo che si sviluppa ed interviene per via volontaria o indotta ed è un elemento condizionante per ogni individuo. Un esempio sotto gli occhi di tutti è la motivazione indotta dalla necessità che ci porta ad ottenere uno status che definiremo equilibrativo, cioè quando in condizioni normali si ha il bisogno di compiere una azione quotidiana come quella del bere acqua. Se noi lasciassimo il nostro corpo senza assunzione di acqua per diversi minuti non altereremmo in alcun modo il nostro stato di equilibrio, in quanto non riceviamo impulsi nè biologici, nè mentali che ci allertino. Se questo stato fosse prolungato per diverse ore fino a ad arrivare consecutivamente ad oltre 2 giorni, lo stato motivazionale è indotto. Entriamo quindi in un area che non possiamo considerare come motivazionale programmata ma motivazionale equilibrativa.
Il richiamo biologico alla immediata assunzione di acqua ha comportato una condizione di necessità che rientra nel bisogno in un tempo predefinito, in modo non volontario, perché non lo abbiamo programmato noi. Solo con l’assunzione definitiva dell’acqua avremmo ottenuto il riequilibramento allo stato naturale. Questo esempio di motivazione per indicare che in modo involontario, quasi meccanico, trattiamo la motivazione su base quotidiana e molto più frequente di quanto si possa immaginare. Per l’ottenimento dell’equilibrio abbiamo utilizzato azioni caratterizzate da Necessità e Desiderio. Avendo identificato questo tipo di motivazione dobbiamo in realtà spostare l’asse dell’approfondimento sul concetto della programmazione reale .
Dobbiamo iniziare con le abitudini, le buone abitudini.
Ci sono cose che accadono, pare a caso, e altre che accadono per nostro errore o per volontà, altre ancora accadono ma sfuggono dalla nostra pianificazione. Dobbiamo decidere noi come fare accadere le cose. Capita di dimenticarci di fare una cosa, a me capita spesso. Magari capita più di una volta al giorno, capita anche il giorno successivo: insomma, può capitare a tutti…
come mai non ci dimentichiamo MAI di mangiare?
oh certo, spesso diciamo che siamo presi a fare una cosa che ci è passata per la mente l’idea di mangiare…siamo proprio sicuri? Quella di mangiare a quell’ora rimane nella nostra testa perché l’abbiamo catalogata come abitudine, una buona abitudine. Come altre abitudini che seguiamo ad una certa ora, tutti i giorni. Per vivere è necessario mangiare, ma non necessaria avere l’abitudine di farlo.
Quante volte beviamo un caffè?
Quante volte invece riusciamo a gustarlo?
Ve lo dico io: il rapporto e 1su 8.
Una sola volta su otto, gustiamo il caffè.
Ci dedichiamo completamente a lui, cogliendo il suo giusto tempo, dimensione, forma e colore. Uno spazio di tempo che dura pochi secondi, però è una abitudine e non una motivazione.. Ci è mai capitato di decidere di recarci in centro città, magari il sabato pomeriggio, poi subito dopo di pensare che forse non è una bella idea per via dei parcheggi? Certo, trovare parcheggio può essere difficoltoso… rischiamo di non trovarlo o di girare almeno mezz’ora a vuoto, con il rischio di perdere la pazienza, eppoi..per che cosa?
Ci è capitato di pensarlo?
E ci è anche capitato di desistere dal recarci in centro per questo motivo?
Se la risposta è “SI”, allora abbiamo fallito!
In effetti il nostro pensiero, giustamente razionale, aveva visionato nella nostra testa proprio il percorso che avremmo dovuto fare, la gente, la folla, , il traffico,etc.. Tutto questo ci ha fatto desistere. Possiamo decidere di rinunciare a recarci in centro, anche se è una cosa che avremmo fatto molto volentieri, ma proprio perché troveremmo difficoltà nei parcheggi, troppa gente per strada, è tardi, etc… in fondo, meglio rinunciare.
Quante volte rinunciamo proprio perché pensiamo che sia difficile?
Normalmente se pensiamo una cosa che sia difficile, la nostra mente lo registra come difficoltà certa, e diventa un problema ancora prima di porsi alla nostra attenzione. Pensare che se accade una cosa da noi non prevista, e rischiamo di convincerci con la discutibile certezza che “tanto….è giusto cosi’, ….doveva accadere e che in fondo è destino”. Domandiamoci piuttosto se tutto ciò è funzionale per noi.
E’ buona cosa imparare a costruirsi il proprio Trial Asset, cioè un percorso del pensiero che tenga sempre conto del livello di piacere, gratificazione e di gusto che una azione può regalarci, evitando di procedere ad un “processo alle intenzioni”. Più saremo predisposti a non vedere per forza ostacoli in tutte le nostre motivazioni, meno gli ostacoli saranno reali.
Imparare a mettere in gioco il proprio prezioso tesoro è la base sulla quale poter costruire un programma. Quante volte abbiamo provato a raggiungere un obiettivo, magari con grandi sforzi, dispendio di energie,tempo, concentrazione. poi il risultato è stato disatteso?
Quanto ci siamo realmente preparati emotivamente?
Essere motivati non significa essere entusiasti. Motivati significa avere un motivo reale, meglio se questo motivo è pensato e ragionato.
Decidere attraverso un percorso di giungere con convinzione, dedizione e perseveranza al raggiungimento del proprio livello di soddisfazione è naturale, ma non semplice.
Se ci pensiamo bene ogni giorno noi tutti facciamo delle cose, le facciamo in modo disordinato, nel senso che l’ordine di importanza delle cose che facciamo spesso non coincide realmente con il livello di importanza per noi, o meglio, quello che ci siamo prefissati di ottenere all’inizio della nostra giornata.. Molti si motivano cercando almeno 3 o 4 giustificazioni per le quali quel giorno saranno felici, i motivi giusti per cominciare la giornata.
· avere una nuova cravatta,
· indossare un capo di abbigliamento che ci piace
· sapere che faremo un incontro interessante
· cominciare questa fantastica giornata per il sole.
· Etc..
Certo, questo potrebbe essere un bell’ inizio, ma non si tratta di uno strumento di motivazione o un inizio di alimentazione della stima personale e indotta, piuttosto un modo carino e se vogliamo anche estremamente simpatico per far registrare nella nostra mente che esistono almeno questi buoni motivi affinchè si possa essere determinati nel raggiungere il proprio grado di soddisfazione giornaliera. Ma non basta un bell’ inizio, occorre decidere quale sarà la fine di tutto. La nostra motivazione deve essere programmata e controllata. Un buon programma, qualsiasi esso sia, che si tratti di una gara sportiva, un incarico professionale o semplicemente portare fuori a passeggio il vostro cane, necessita di un controllo di verifica che ci consente di capire se stiamo percorrendo la giusta strada.
Occorre pensare quindi che il tempo nella nostra programmazione è un elemento importante che ci aiuterà a controllare secondo una cadenza regolare il nostro modello motivazionale e che qualsiasi considerazione noi si possa fare in relazione a quello che crediamo sia la nostra massima determinazione e motivazione nel portare a termine qualcosa, non ha senso di esistere nè tantomeno potrà produrre una metodologia scientifica se non considerassimo il condizionamento del tempo..
domenica 19 giugno 2011
la storia di lps training
1992: international patents in the studio, Mr. Russo of Bari, the method is recorded VAIS-analytic view of special education, which aims to identify the constraints in the negotiation by studying the color and space. In essence thought that the color and space conditioning and could be decisive in the choices and paths of each individual. The method is put the goal of using color and space communication techniques combined with persuasive communication for the sale of rational and emotional. The theoretical approach was excellent, and practically lacked "specific key" in reading.
2000: The path VAIS is under complete transformation and begins a process of radical transformation and implementation of the method that was to lead them from one year to the new definition of the method referred to as LPS. In the same year the LPS method now is used by Europroject, a company operating in the network marketing agency for financial products ASPECT Brussels. The training is tested and disseminated thanks to Andrea Ferrero, Roberto Poletti, Othmar Aspmair, Jurgen Waisser. At this stage for over two years, are trained hundreds of officers for the enhancement of quality independent relational and motivational. The efforts began to be rewarded.
2004: an improved method of LPS and continued enthusiasm. Meanwhile courses are training in the professional and personal addressed to anyone interested in their empowerment. The stimulus to continue in new and dynamic applications comes from their "experts" such as managers, salespeople and account managers, business agents and PR people who are experiencing ".. strength and confidence not only in content but nell'attinenza the concrete daily needs .. ". This was enough to start thinking that we were really on the right track.
2006: with the inclusion of logic and deepening of the levers of LPS, is known as the 1st level of LPS TRAINING and start experimenting with all the course activities. You start to think it is right that the method can be modified by the "Developer", in effect making available to anyone as a free resource, the ability to make changes and build new models and paths. It consists of M & C Marketing & Consulting, including consultancy and design, continues to work with deeper analysis for LPS. Are held at national conferences and training in relation to the logic of LPS.
2009: continuous improvement and LPS is now beginning the path towards deepening that occurs with the definition of the LPS level 2 training. We learn that LPS TRAINING is also used in the U.S., with a variety of variables ... and this is always positive because it is the result of research and testing universal. The method is extensively tested and successfully applied.
Today we are working, and we can continue to do all together, the improvement of LPS before long that will take us to the publication of instructional books and websites
ALBERTO MELONI@blogs: dal giappone ci sostituiranno???
http://albertomeloni.blogspot.com/2011/06/dal-giappone-ci-sostituiranno.html?spref=bl: "la notizia deve essere confermata, ma secondo indiscrezioni, sembrerebbe si tratti di 'fuga di notizie' dal centro di ricerca e sperimentazi..."
dal giappone ci sostituiranno???
la notizia deve essere confermata, ma secondo indiscrezioni, sembrerebbe si tratti di "fuga di notizie" dal centro di ricerca e sperimentazione delle nanotecnologie dell'universitaà di Tokyo.
Si afferma infatti che è giunto alla sua definizione il nuovo androide chiamato K121, umanoide in lega di titanio e argento, costruito nel centro di ricerche universitarie, in grado di assolvere ad oltre 1200 funzioni dell'essere umano: può parlare fino a 3 lingue, è in grado di emozionarsi e piangere, possiede il derma e si addormenta come tutti noi. Rivestito da una pellicola rigenerata da cellule staminali esattamente uguale a quella umana, sembra essere del tutto identico all'uomo fino al punto da non distinguerne le differenze ad una distanza di un metro. Il suo impiego, secondo i ricercatori e padri del progetto, sembra destinato alle attività di conferenze e convention, dove "addestrato" a dovere relativemente all'argomento da discutere, potrà sostenere in piena autonomia linguistica, un confronto di sintesi con i partecipanti che vorranno porre domande o dissentire. E' programmato su sistemi di logica matematica formulando fino ad un massimo di 20 soluzioni per ogni domanda... Non so sè ciò sia un bene o meno, resta il fatto che stupirsi sarebbe anacronistico.
Si afferma infatti che è giunto alla sua definizione il nuovo androide chiamato K121, umanoide in lega di titanio e argento, costruito nel centro di ricerche universitarie, in grado di assolvere ad oltre 1200 funzioni dell'essere umano: può parlare fino a 3 lingue, è in grado di emozionarsi e piangere, possiede il derma e si addormenta come tutti noi. Rivestito da una pellicola rigenerata da cellule staminali esattamente uguale a quella umana, sembra essere del tutto identico all'uomo fino al punto da non distinguerne le differenze ad una distanza di un metro. Il suo impiego, secondo i ricercatori e padri del progetto, sembra destinato alle attività di conferenze e convention, dove "addestrato" a dovere relativemente all'argomento da discutere, potrà sostenere in piena autonomia linguistica, un confronto di sintesi con i partecipanti che vorranno porre domande o dissentire. E' programmato su sistemi di logica matematica formulando fino ad un massimo di 20 soluzioni per ogni domanda... Non so sè ciò sia un bene o meno, resta il fatto che stupirsi sarebbe anacronistico.
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