desiderare fortemente qualcosa non è spesso uguale al desiderio di raggiungerla
molti di noi costantemente ricevono delusioni, ci disilludiamo dopo che i nostri sforzi non ci hanno portato alla soddisfazione, ad una gratificazione che tanto avremmo desiderato da noi stessi, tutto ciò non accade. Eppure abbiamo pensato di fare la cosa giusta, siamo convinti che tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, anche qui, non è cosi. Nasce in noi allora quel senso di riflessione che ci porta a valutarci e a raffrontarci con l’idea che forse non siamo stati all’altezza, che il nostro impegno, in fondo, non è strato poi cosi determinato e produttivo. In questi casi siamo maestri nel confondere le carte, mettiamo su tavolo il grande bluff…Puntiamo più di quanto abbiamo, sperando che il nostro inconscio possa cadere nella nostra trappola, e puntando molto di più di quello che le nostre carte valgono, ci costringono ad un rilancio da un esito assai rischioso e improbabile. L’obiettivo non è un gioco. È un modello di pensare alle cose concrete e se non abbiamo questo coraggio rischiamo, dopo di non averlo raggiunto, di rendere partecipe del nostro mancato risultato gli altri: è anche colpa degli altri se abbiamo fallito, certamente. Se la nostra vita e il nostro desiderio di viverla pensiamo che dipende dagli altri, cosi come i nostri successi o insuccessi, dobbiamo anche avere il coraggio di pensare che i nostri obiettivi se raggiunti, dipendono dagli altri. Che sono gli altri che determinano il nostro traguardo, che sono sempre gli altri che ci consento no di non raggiungerlo. Gli altri. Ancora gli altri. Sempre gli altri.
Quante volte giustifichiamo i nostri insuccessi?
Vedete, quanti problemi ci creiamo quotidianamente? Tutto quello che non facciamo diventa per noi una giustificazione. Non abbiamo fatto quello perché ci è successo questo. Questo sistema di affrontare le situazioni può metterci nella condizione di arrivare davvero al nostro successo?
Impari allora a pensare in funzione pratica: sicuramente ogni giorno siamo raggiunti da situazioni difficili. Queste situazioni possono, in taluni casi, compromettere i nostri obiettivi
• mi sono svegliato tardi
• la macchina non partiva
• non posso telefonare, non ho la scheda
• non è colpa mia se….
• trova molto interessante l’attività, però mi ha detto che ci sentiamo tra 3 mesi adesso non può investire
• mi ha detto che sicuramente domani …..
Quanto possiamo fare per noi stessi?
Certamente essere coscienti che noi possiamo essere dei veri limiti a delle opportunità che ci si presentano, sotto ogni forma, in ogni tempo e modo. Possiamo pensare di partecipare anche non vincendo, come si dice appunto…l’importante è partecipare. Non credo sia giusto.
Quante volte pensiamo alla realizzazione di un nostro sogno?
Spesso.
Chi desidera il meglio per sè è un sogno e desiderio quotidiano, chi vuole ottenere uno status di benessere non fa altro che ambire al proprio miglioramento. Nella maggior parte dei casi se chiediamo a qualcuno quanti sono i sogni irrealizzati, la sua percentuale sarà decisamente più alta di quelli realizzati. Se pensiamo con attenzione alla nostra giornata, abbiamo giustificato il nostro insuccesso nel portare a termine un programma solo per il fatto che abbiamo cercato una giustificazione al nostro insuccesso.
La giustificazione è una delle più straordinarie scuse che rallenta il progredire dei popoli.
Ci sono anche desideri e sogni più visibili come la barca, una bella macchina, le vacanze da sogno, oppure una casa. Tutto questo è lecito e normale. Il problema che per molti rimane un sogno, una aspettativa che muterà nel tempo perché non riescono o non credono di poter davvero tramutare il proprio sogno nella concreta visione di un risultato, basta pensare a quante persone che conosciamo da anni che dopo tutto questo tempo, sono ancora nelle stesse condizioni di prima con in mano e nella testa ancora i propri sogni irrealizzati? Anche questo è normale.
Ovvio che pensare e desiderare qualcosa è lecito, ma bisogna fare i conti con se stessi. La maggior parte delle persone non realizzano i propri sogni semplicemente perché non sono in grado di impostare severamente la loro mente per il raggiungimento e la realizzazione della propria visione.
Smetti di sognare….. programma!
In realtà prima di pensare ad un obiettivo di gruppo si deve capire con la massima chiarezza quali sono i livelli di criticità derivanti da possibili azioni e comportamenti sbagliati che potremmo attuare in forma individuale, cogliere e capire quali sono i campanelli di allarme che potranno avvisarci se la nostra strategia si sta delineando sul giusto percorso e inoltre come, nel caso si verifichi l’imprevisto, poter intervenire con la massima precisione chirurgica per apportare le modifiche strutturali e necessarie.
molti di noi costantemente ricevono delusioni, ci disilludiamo dopo che i nostri sforzi non ci hanno portato alla soddisfazione, ad una gratificazione che tanto avremmo desiderato da noi stessi, tutto ciò non accade. Eppure abbiamo pensato di fare la cosa giusta, siamo convinti che tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, anche qui, non è cosi. Nasce in noi allora quel senso di riflessione che ci porta a valutarci e a raffrontarci con l’idea che forse non siamo stati all’altezza, che il nostro impegno, in fondo, non è strato poi cosi determinato e produttivo. In questi casi siamo maestri nel confondere le carte, mettiamo su tavolo il grande bluff…Puntiamo più di quanto abbiamo, sperando che il nostro inconscio possa cadere nella nostra trappola, e puntando molto di più di quello che le nostre carte valgono, ci costringono ad un rilancio da un esito assai rischioso e improbabile. L’obiettivo non è un gioco. È un modello di pensare alle cose concrete e se non abbiamo questo coraggio rischiamo, dopo di non averlo raggiunto, di rendere partecipe del nostro mancato risultato gli altri: è anche colpa degli altri se abbiamo fallito, certamente. Se la nostra vita e il nostro desiderio di viverla pensiamo che dipende dagli altri, cosi come i nostri successi o insuccessi, dobbiamo anche avere il coraggio di pensare che i nostri obiettivi se raggiunti, dipendono dagli altri. Che sono gli altri che determinano il nostro traguardo, che sono sempre gli altri che ci consento no di non raggiungerlo. Gli altri. Ancora gli altri. Sempre gli altri.
Quante volte giustifichiamo i nostri insuccessi?
Vedete, quanti problemi ci creiamo quotidianamente? Tutto quello che non facciamo diventa per noi una giustificazione. Non abbiamo fatto quello perché ci è successo questo. Questo sistema di affrontare le situazioni può metterci nella condizione di arrivare davvero al nostro successo?
Impari allora a pensare in funzione pratica: sicuramente ogni giorno siamo raggiunti da situazioni difficili. Queste situazioni possono, in taluni casi, compromettere i nostri obiettivi
• mi sono svegliato tardi
• la macchina non partiva
• non posso telefonare, non ho la scheda
• non è colpa mia se….
• trova molto interessante l’attività, però mi ha detto che ci sentiamo tra 3 mesi adesso non può investire
• mi ha detto che sicuramente domani …..
Quanto possiamo fare per noi stessi?
Certamente essere coscienti che noi possiamo essere dei veri limiti a delle opportunità che ci si presentano, sotto ogni forma, in ogni tempo e modo. Possiamo pensare di partecipare anche non vincendo, come si dice appunto…l’importante è partecipare. Non credo sia giusto.
Quante volte pensiamo alla realizzazione di un nostro sogno?
Spesso.
Chi desidera il meglio per sè è un sogno e desiderio quotidiano, chi vuole ottenere uno status di benessere non fa altro che ambire al proprio miglioramento. Nella maggior parte dei casi se chiediamo a qualcuno quanti sono i sogni irrealizzati, la sua percentuale sarà decisamente più alta di quelli realizzati. Se pensiamo con attenzione alla nostra giornata, abbiamo giustificato il nostro insuccesso nel portare a termine un programma solo per il fatto che abbiamo cercato una giustificazione al nostro insuccesso.
La giustificazione è una delle più straordinarie scuse che rallenta il progredire dei popoli.
Ci sono anche desideri e sogni più visibili come la barca, una bella macchina, le vacanze da sogno, oppure una casa. Tutto questo è lecito e normale. Il problema che per molti rimane un sogno, una aspettativa che muterà nel tempo perché non riescono o non credono di poter davvero tramutare il proprio sogno nella concreta visione di un risultato, basta pensare a quante persone che conosciamo da anni che dopo tutto questo tempo, sono ancora nelle stesse condizioni di prima con in mano e nella testa ancora i propri sogni irrealizzati? Anche questo è normale.
Ovvio che pensare e desiderare qualcosa è lecito, ma bisogna fare i conti con se stessi. La maggior parte delle persone non realizzano i propri sogni semplicemente perché non sono in grado di impostare severamente la loro mente per il raggiungimento e la realizzazione della propria visione.
Smetti di sognare….. programma!
In realtà prima di pensare ad un obiettivo di gruppo si deve capire con la massima chiarezza quali sono i livelli di criticità derivanti da possibili azioni e comportamenti sbagliati che potremmo attuare in forma individuale, cogliere e capire quali sono i campanelli di allarme che potranno avvisarci se la nostra strategia si sta delineando sul giusto percorso e inoltre come, nel caso si verifichi l’imprevisto, poter intervenire con la massima precisione chirurgica per apportare le modifiche strutturali e necessarie.
INTERESSANTE COME SEMPRE. ATTENDO L TUO LIBRO.
RispondiEliminaCiao Alby, ho sentito parlare di "linguaggio decodificato della prossemica di LPS"...vorrei spiegazioni in merito ed in particolare sulle azioni differite. grazie..
RispondiEliminatra il desiderare fortemente qualcosa ed il desiderare raggiungerla c'è la stessa differenza che passa tra un sogno ed un programma, per dirla con le tue parole...
RispondiEliminagiustificarsi non serve, assumersi le proprie responsabilità, invece, aiuta!