In questo spazio cercherò di darvi qualche piccolo suggerimento pratico al fine di rendervi l’esposizione in pubblico, la più semplice possibile. Alcune piccole regole che se utilizzate, vi permetteranno di levarvi da qualsiasi forma di normale imbarazzo.
Creare il proprio “asset”: significa crearsi un modello di esposizione, prepararsi quindi alla comunicazione verso il pubblico, sia esso omogeneo che eterogeneo.
Abbigliamento: cercate di utilizzare colori simili, che non diano modo all’osservatore di focalizzare la sua attenzione su un particolare del vostro abbigliamento, es. spille, giacche troppo particolari, cravatte multicolori.
Screept test: createvi una “scaletta degli argomenti da esporre; scrivete, se potete, tutto ciò che riguarda quello che dovrete dire e prendete i tempi con un semplice orologio. Leggete facendo le pause necessarie, senza rincorrere le parole ed i concetti, osservatevi allo specchio come se foste davanti all’uditorio, rendetevi il più possibile tranquillo.
Ottenimento dell’asset: significa, quanto possibile, conoscere il luogo dove terrete il vostro intervento: sservate se è un locale chiuso, quante porte di ingresso, eventuali persone che potrebbero entrare od uscire. Accertatevi che nessuno lo faccia. Se siete in un luogo all’aperto, dovrete valutare che potrete essere “disturbati” in qualsiasi momento; la fase esposizione dovrà sempre mantenere una se siete dominante costante: il tono della voce sostenuto.
Controllo emozionale: può accadervi, un attimo prima di iniziare il vostro intervento, di avere “salivazione azzerata” oppure “sudorazione improvvisa”. Niente paura, è normale. Se vi trovate in piedi, visibili da tutta la vostra platea, sappiate che siete esposti continuamente allo sguardo, quindi ogni vostro movimento viene acquisito da chi vi osserva. In questo caso, se siete eccessivamente ansiogeni, un piccolo trucco: tenete per qualche istante le mani dietro la schiena, con una stringete il polso dell’altra. In questo modo potrete, ma solo quelli più esperti, sentire i battiti cardiaci e la frequenza, e gestirla secondo le vostre necessità. Per i meno esperti serve a scaricare la tensione. Tenere le mani davanti al nostro corpo le rende visibili a tutti ed eventuali movimenti inutili ed eccessivi non vi aiuteranno di certo a migliorare la vostra situazione.
Timori: nessuno vi sparerà. Dovete pensare che ciò che direte potrà essere ascoltato, ma forse non compreso.
Preoccupatevi sempre di capire ciò che dite, senza rincorrere i pensieri.
Siate simpatici: durante l’esposizione potrebbe succedervi di dimenticare qualcosa… confondere una frase per un concetto e viceversa. Nessun problema: fermatevi un istante e iordinate le idee. Riprendete con un sorriso.
Consenso latente: individuate tra il pubblico quali potrebbero essere quelle persone che secondo voi vi sembrano più “accondiscendenti”, quelle che si mostrano positivamente più interessate alle vostre parole. modo più pratico per ottenerle il consenso è quello di rivolgersi a loro con lo sguardo, mantenendolo per qualche istante, come se fossero loro gli unici vostri interlocutori, eppoi spostarlo nel punto opposto della sala. tendosi osservato, il vostro interlocutore, confermerà con brevi cenni del capo le vostre tesi, aggiungendo un sorriso di approvazione. Tutto questo verrà registrato dalla sala.
Fate domande PASSIVE: le domande, spesso retoriche, funzionano soprattutto se siete principianti. Chiedete delle cose al vostro pubblico e condividete le domande; es. dobbiamo chiederci se … anziché mi chiedo se… questo sistema di interlocuzione offre un coinvolgimento del vostro uditorio; si sentiranno partecipi delle vostre riflessioni e considerazioni.
Le obiezioni: potrà succedere che qualcuno non sia d’accordo con quanto state dicendo, oppure che desideri semplicemente farvi una domanda; bene. Rimandate. Evitate sempre che le domande siano portare a spiegazione oppure a risposta prima della fine del vostro intervento. Tutte le domande è meglio convogliarle alla fine del vostro discorso.
Creare il proprio “asset”: significa crearsi un modello di esposizione, prepararsi quindi alla comunicazione verso il pubblico, sia esso omogeneo che eterogeneo.
Abbigliamento: cercate di utilizzare colori simili, che non diano modo all’osservatore di focalizzare la sua attenzione su un particolare del vostro abbigliamento, es. spille, giacche troppo particolari, cravatte multicolori.
Screept test: createvi una “scaletta degli argomenti da esporre; scrivete, se potete, tutto ciò che riguarda quello che dovrete dire e prendete i tempi con un semplice orologio. Leggete facendo le pause necessarie, senza rincorrere le parole ed i concetti, osservatevi allo specchio come se foste davanti all’uditorio, rendetevi il più possibile tranquillo.
Ottenimento dell’asset: significa, quanto possibile, conoscere il luogo dove terrete il vostro intervento: sservate se è un locale chiuso, quante porte di ingresso, eventuali persone che potrebbero entrare od uscire. Accertatevi che nessuno lo faccia. Se siete in un luogo all’aperto, dovrete valutare che potrete essere “disturbati” in qualsiasi momento; la fase esposizione dovrà sempre mantenere una se siete dominante costante: il tono della voce sostenuto.
Controllo emozionale: può accadervi, un attimo prima di iniziare il vostro intervento, di avere “salivazione azzerata” oppure “sudorazione improvvisa”. Niente paura, è normale. Se vi trovate in piedi, visibili da tutta la vostra platea, sappiate che siete esposti continuamente allo sguardo, quindi ogni vostro movimento viene acquisito da chi vi osserva. In questo caso, se siete eccessivamente ansiogeni, un piccolo trucco: tenete per qualche istante le mani dietro la schiena, con una stringete il polso dell’altra. In questo modo potrete, ma solo quelli più esperti, sentire i battiti cardiaci e la frequenza, e gestirla secondo le vostre necessità. Per i meno esperti serve a scaricare la tensione. Tenere le mani davanti al nostro corpo le rende visibili a tutti ed eventuali movimenti inutili ed eccessivi non vi aiuteranno di certo a migliorare la vostra situazione.
Timori: nessuno vi sparerà. Dovete pensare che ciò che direte potrà essere ascoltato, ma forse non compreso.
Preoccupatevi sempre di capire ciò che dite, senza rincorrere i pensieri.
Siate simpatici: durante l’esposizione potrebbe succedervi di dimenticare qualcosa… confondere una frase per un concetto e viceversa. Nessun problema: fermatevi un istante e iordinate le idee. Riprendete con un sorriso.
Consenso latente: individuate tra il pubblico quali potrebbero essere quelle persone che secondo voi vi sembrano più “accondiscendenti”, quelle che si mostrano positivamente più interessate alle vostre parole. modo più pratico per ottenerle il consenso è quello di rivolgersi a loro con lo sguardo, mantenendolo per qualche istante, come se fossero loro gli unici vostri interlocutori, eppoi spostarlo nel punto opposto della sala. tendosi osservato, il vostro interlocutore, confermerà con brevi cenni del capo le vostre tesi, aggiungendo un sorriso di approvazione. Tutto questo verrà registrato dalla sala.
Fate domande PASSIVE: le domande, spesso retoriche, funzionano soprattutto se siete principianti. Chiedete delle cose al vostro pubblico e condividete le domande; es. dobbiamo chiederci se … anziché mi chiedo se… questo sistema di interlocuzione offre un coinvolgimento del vostro uditorio; si sentiranno partecipi delle vostre riflessioni e considerazioni.
Le obiezioni: potrà succedere che qualcuno non sia d’accordo con quanto state dicendo, oppure che desideri semplicemente farvi una domanda; bene. Rimandate. Evitate sempre che le domande siano portare a spiegazione oppure a risposta prima della fine del vostro intervento. Tutte le domande è meglio convogliarle alla fine del vostro discorso.
Interessante come al solito.. passavo per salutarti Albi. A presto
RispondiEliminaè sempre un piacere leggerti soprattutto dopo averti conosciuto. Grazie per il corso di verona.. grazie ancora.baci
RispondiEliminaciao Alberto, volevo chiederti quando iniziano i nuovi corsi lps e dove li terrai. ho visto sul tuo sito e mi pare che a pescara non ne fai...fai sapere tramite post? ciao grande
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